Dracula, il musical. Recensione

Un inatteso spettacolo di giovani a Sirmione

Si è tenuto mercoledì 2 Giugno, nella cornice di piazza Carducci a Sirmione, il musical Draculia, liberamente ispirato al celeberrimo romanzo di Bram Stoker.

La serata non era propriamente indicata per uno spettacolo all’aperto, ma il vento che soffiava dal lago ha contribuito a creare l’atmosfera lugubre delle valli e delle foreste transilvane.

La storia del vampiro, condannato ad una non-morte, alla ricerca disperata del suo perduto amore, la suicida principessa Elisabeth, reincarnatasi nell’ignara Mina Murray (interpretata da una giovanissima ma sorprendente Giorgia Bonora), è stata riproposta dalla regista-coreografa Cristina Antonella Spinelli secondo i canoni del Romanticismo gotico più drammatico. Soltanto nel finale la passione struggente ma letale del principe Vlad si riscatta liberando la bella Mina dalle sue spire ferali.

Molto efficace la scelta del repertorio musicale che spaziava da Astor Piazzola alla Premiata Forneria Marconi, a Ryuichi Sakamoto con molti inserti elettronici che esasperavano il tono tragico della vicenda.

Anche la proiezione di immagini che sembravano scaturire da visioni oniriche a metà tra film horror e servizio di moda gotich-glamour è risultata suggestiva e del tutto inaspettata in una rappresentazione che costituiva il saggio finale di un’Accademia.

Il cast era, con qualche eccezione, di giovanissimi che hanno saputo affrontare il palco con professionalità e disinvoltura, mostrando di poter passare dalla recitazione al canto e alla danza.

Danza che si è fatta interprete forse del lato più aggressivo e violento della narrazione, con un corpo di ballo, tutto al femminile, preparato e agguerrito che ha spesso preso la scena.

Al di là comunque dei singoli meriti e della possibilità che tutti hanno di crescere e di coltivarsi e di imparare, ciò che colpisce è da una parte l’impegno, la serietà e la determinazione con cui questi ragazzi hanno voluto/saputo mettersi alla prova per dare il loro contributo all’arte e, dall’altra, la viva partecipazione di giovani tra il pubblico, di solito così scarsa a teatro.

Michele Solfrini

0 commenti: